Coppie LDR
The Intercultural Couples

Una relazione a distanza: la mia storia

Su questo blog ho già raccontato diverse storie di coppie che vivono o hanno vissuto una relazione a distanza. Storie incredibili e profonde che hanno davvero tanto da insegnarci.

 

Ho parlato di Pradyumna e Charlotte, di Irina e Woodford McClellan, di Yuki e Hannah e di Marissa e Ryan.

 

Storie d’amore che uniscono due paesi tanto diversi, ma anche tanto lontani.

 

In passato non avrei mai pensato che sarebbe capitato anche a me. Eppure eccomi qua, davanti al mio computer a raccontare il perché la mia vita è ora divisa tra l’Italia e il Brasile.

 

Riassumere tutto nella pagina di un blog non sarà semplice. Le cose da dire sono tante, i momenti che vorrei raccontare sono innumerevoli. E ognuno di questi momenti si è susseguito all’altro tracciando quel percorso che ha portato me e il mio ragazzo dove siamo oggi.

 

Oggi vorrei parlarti di una parte di questo percorso, iniziato con un primo incontro…online! Questa è la storia mia e di Weslen

 

L’inizio

Tutto ha inizio nel febbraio del 2020, un periodo davvero difficile per me. Da diversi mesi stavo attraversando una profonda crisi personale che stava toccando ormai tutti gli aspetti della mia vita: affettiva, lavorativa, spirituale e mentale.

 

Mi sentivo uno straccio e un senso di vuoto dentro che mi stava divorando in silenzio.

 

Credevo che forse il problema stava nel fatto che fossi nel posto sbagliato, con le persone sbagliate. Insomma, credevo che tutto fosse sbagliato.

 

Ricordo ancora quanto mio fratello Marco mi incoraggiasse ad aprire quel blog che tanto desideravo creare e a contattare persone da altri paesi per conoscerne la cultura. Inoltre, avevo anche una grande necessità di fare pratica con le lingue che già conoscevo.

 

L’idea mi entusiasmava, ma allo stesso tempo avevo paura. Quella paura di non sentirsi capaci e che, in un modo o nell’altro, tocca tutti noi.

 

Un giorno però, decisi di farmi coraggio e iniziai a lavorare seriamente sul blog e a cercare qualcuno da contattare su Instagram. D’altronde, che avevo da perdere?

 

Il mio obiettivo erano pagine Instagram ben costruite, in cui le persone raccontavano il proprio paese e la propria cultura attraverso le loro foto.

 

Un giorno però, il 2 febbraio esattamente, vidi su una pagina Instagram che seguivo la ricondivisione della storia di un ragazzo che aveva pubblicato la pagina di un libro che stava leggendo. Ciò che c’era scritto mi colpì a tal punto che decisi di contattarlo per chiedergli che libro fosse.

 

Quel ragazzo era Weslen e quel messaggio fu l’inizio di tutto.

 

“La prima volta che vidi il messaggio di Simona ero un po’ confuso e ho controllato il suo profilo per assicurarmi che non fosse fake. Una delle cose che mi sorprese di più era una sua foto in cui sorrideva. Credo di esser rimasto parecchi secondi a guardare quella foto. Decisi allora di risponderle. Avevo ancora qualche sospetto, ma dentro il mio cuore sapevo che stavo facendo la cosa giusta.”

 

Le conversazioni

Pensavo davvero che una volta avuto il titolo del libro ci sarebbe stato un “Grazie e arrivederci”, ma come ben immaginerai, non fu così.

 

Se da un primo momento pensavo che fosse il solito bel ragazzo pieno di sé, dopo un solo giorno mi sono dovuta ricredere.

 

Ero stupita dalla sua grande gentilezza, dalla sua spontaneità e dalla sua continua voglia di scherzare. Con dei semplici messaggi riusciva davvero a farmi sentire di buon umore.

 

In poco tempo abbiamo iniziato a condividere alcuni dei nostri problemi personali e a metterci a disposizione l’uno per l’altra per aiutarci e supportarci.

 

Ricordo ancora quanto tutto questo mi rendesse felice, ma allo stesso tempo stentavo a crederci.

 

Stentavo a credere che stesse nascendo un’amicizia così bella con una persona dall’altre parte del mondo. E che tra l’altro non avevo mai incontrato di persona.

 

E ora, guardandomi indietro, credo davvero che il suo arrivo nella mia vita sia capitato al momento giusto.

 

In quel periodo infatti, il Coronavirus stava dilagando in tutta Italia e il 9 marzo 2020 ebbe inizio il lockdown. In quello stato di confusione interiore in cui già mi trovavo, non avevo proprio idea di come affrontare una situazione così grande e così inaspettata.

 

Ma di una cosa sono certa: la presenza di Weslen nella mia vita fu determinante in quei due mesi chiusa in casa, distante dalla mia famiglia.

 

Le nostre chiacchierate giornaliere erano sempre molto varie. Condividevamo momenti di vita quotidiana, aneddoti divertenti e, quasi ogni giorno, mi mandava foto di tramonti o di paesaggi naturali che mi era impossibile vedere dall’appartamento in cui stavo.

 

Tutto questo mi dava un senso di normalità. Quella normalità che il Covid-19 ci stava portando via. C’è una cosa però che devo riconoscere più di tutte e di cui non sarò mai grata abbastanza.

 

“Ricordo ancora quanto mi sentivo felice quando parlavo con lei. Volevo conoscerla più a fondo, ma all’inizio è stato un po’ difficile perché non si fidava molto di me. Noi brasiliani siamo persone molto aperte e se ci fidiamo di qualcuno, riusciamo a parlare dei nostri fatti personali sin da subito. Piano piano anche lei iniziò ad aprire il suo cuore con me e senza rendermene conto mi innamorai di lei.”

 

Quello fu il periodo in cui Weslen mi prese per mano per aiutarmi a riavvicinarmi a Dio.

 

La fede

Non so se tu che stai leggendo sia credente o no. Non so quale sia il tuo pensiero a riguardo. Ti chiedo solo di leggere le parole che seguono senza giudicare e senza partire col presupposto che siano stupidaggini.

 

Ti chiedo davvero di aprire la mente e il cuore per cercare di capire cosa stesse succedendo in quel periodo così buio della mia vita e perché questa sia una parte fondamentale della mia storia con Weslen.

 

Sapevo che parte della mia crisi personale fosse dovuta al mio allontanamento da Dio. Un allontanamento dovuto a episodi familiari spiacevoli che pesavano come un macigno.

 

Non è vero che basta non pensarci e andare avanti con la propria vita. Non è vero che le cose bisogna affrontarle e basta, ignorando e dimenticando ciò che è successo. Bisogna anche darsi il tempo di capire e di elaborare, per accettare anche questi eventi spiacevoli che a volte capitano nella nostra vita.

 

E io mi stavo rifiutando di fare proprio questo.

 

Era automatico per me scaricare la colpa di tutto questo su Dio. Perché pretendeva la nostra fedeltà e il nostro amore se permetteva così tanta sofferenza? Perché dovevo pregare se alla fine le cose non sarebbero cambiate?

 

Le domande che mi ponevo erano tantissime e stavo commettendo l’errore di lasciare troppo spazio a rabbia, tristezza e solitudine.

 

Condividere tutto questo per me, che sono un’introversa dalla capacità di esprimere le mie emozioni pari a quella di un soprammobile, non è facile.

 

Ma è un fatto cruciale da raccontare, perché il modo in cui Weslen mi ha portato fuori da questo tunnel è stato ciò che mi ha fatto innamorare di lui.

 

Weslen è infatti una persona che ogni giorno fa del suo meglio per stare vicino a Dio. Attraverso la preghiera, andando in chiesa e facendo parte di un gruppo di giovani che si adoperano per aiutare gli altri, fa sì che la sua fede sia parte integrante delle sue giornate.

 

Ti confesso però una cosa. All’inizio avevo seriamente paura di avere a che fare con un esaltato che pensa solo a leggere la Bibbia.

 

Inutile dire che anche in questo caso mi sbagliavo.

 

La prima cosa che fece, fu quella di ascoltarmi. Ascoltava i miei problemi con la fede, ascoltava le mie domande, percepiva la mia rabbia e la mia tristezza. Il tutto, senza mai giudicarmi. Non ha mai detto che stessi sbagliando, non ha mai detto che fossi esagerata e non mi ha mai detto cosa dovessi o non dovessi fare.

 

Semplicemente, mi ascoltava.

 

Condivise con me la sua esperienza, raccontandomi fatti molto personali e di come lui avesse superato in passato una sua crisi con Dio.

 

Le sue risposte erano di una semplicità e onestà disarmante e non riuscii a fare altro che ascoltarlo.

 

“Per me è semplice parlare di Dio con un’altra persona, sin da piccolo ho un rapporto di fede con Lui. Ho vissuto tanti momento di profondo dolore e disperazione e Lui era sempre al mio fianco, non mi ha mai lasciato solo. Quando iniziai a parlare dell’amore di Dio con Simona mi sono accorto che c’era qualcosa dentro di lei che la stava tenendo lontana da questo amore. Potevo capirla benissimo e feci del mio meglio per parlarle di quella verità che lei stava cercando. Ho passato molto tempo a pregare per lei, chiedendo a Dio di dare conforto al suo cuore durante la pandemia distante dalla sua famiglia. Sapevo che quando non potevo parlare con lei, ci avrebbe pensato Dio a placare il senso di solitudine.”

 

Iniziai così a rimettere in discussione il mio atteggiamento, a riformulare tutte quelle domande che mi facevo e a guardare al mio passato con un punto di vista nuovo. Il tutto, facendo piccoli passi avanti ogni giorno verso quel Padre che avevo rifiutato per così tanto tempo.

 

E più avanzavo, più quel macigno nel cuore si alleggeriva. Più mi aprivo a Dio e più avvertivo una serenità che avevo perso da tempo.

 

Ricordo di aver letto una volta questa frase “Le coincidenze sono uno dei modi che Dio usa per comunicare con noi”. Non so cosa ne possa pensare tu a riguardo. Ma ti dico questo.

 

Avevo passato mesi a chiedere un segno, a chiedere disperatamente un “aiuto dal cielo”. E proprio quando ne avevo più bisogno, Weslen è piombato nella mia vita.

 

Capire i miei sentimenti per lui, però, è stato tutt’altro che facile.

 

L’amore e il primo incontro

Weslen fu il primo dei due a dichiararsi. E lo fece per ben due volte. Per due volte però, si è scontrato con un muro che avevo posto davanti a me.

 

Avevo da poco chiuso una relazione abbastanza lunga e avevo paura di iniziarne un’altra, tra l’altro una relazione a distanza.

 

Ma non potevo più continuare a nascondere quei sentimenti che si stavano facendo sempre più spazio nel mio cuore. Così, a luglio 2020 confessai i miei sentimenti per lui e diventammo ufficialmente una coppia.

 

“Quando realizzai che mi ero innamorato di lei, decisi di essere onesto e di dichiarare i miei sentimenti. Fu un po’ difficile per me perché lei aveva appena chiuso una lunga relazione e aveva il cuore pieno di incertezze. Ho avuto i miei momenti di incertezze anche io, ma Dio riusciva sempre a fare chiarezza nel mio cuore e continuai a credere in questo amore. Col tempo anche lei dichiarò finalmente di essersi innamorata di me e fu così che iniziammo la nostra relazione a distanza.”

 

Purtroppo non sapevamo ancora di dover aspettare più di un anno prima di incontrarci di persona.

 

Un anno abbastanza difficile, in cui il Covid e tutti i problemi che si portava dietro continuavano ad occupare una buona parte della nostra quotidianità.

 

Come molte altre coppie con una relazione a distanza e nella nostra situazione, non potevamo fare altro che sperare che la situazione potesse migliorare.

 

E in un certo senso fu così.

 

L’8 novembre 2021, dopo 1 anno e 4 mesi di relazione, riuscii finalmente a prendere un volo (anzi, tre voli) per andare in Brasile e incontrare finalmente una delle persone più importanti della mia vita.

 

 

Il mio viaggio da Madrid a San Paolo

Rimasi in Brasile tre settimane e, nonostante le difficoltà linguistiche e il dovermi adattare a un altro stile di vita, mi sentivo felice come non mi capitava da troppo tempo.

 

“Dopo molti mesi di attesa, andai in aeroporto a incontrare la donna della mia vita, la persona che ha portato felicità nella mia vita più di tante altre persone che erano vicino a me fisicamente. Quando la vidi davanti a me, l’emozione era così grande che non riuscivo a parlare. Ogni momento di angoscia, ogni giudizio negativo degli altri e tutte le altre cose che abbiamo dovuto affrontare sono state spazzate via dal suo abbraccio. La felicità che provavo era inspiegabile e posso dire che tutto ne è valsa la pena.”

 

 

 

La prima foto insieme

Ma questa parte della nostra storia la racconterò un altro giorno. Per ora, mi fermo qui.

 

Lo so, ho scritto più del solito, ma spero davvero di averti trasmesso qualcosa attraverso l’esperienza mia e di Weslen. Tornando indietro con la mente e rivivendo alcuni di quei momenti, mi sono accorta che se avessi dato retta alle mie paure, avrei davvero perso ciò che di più prezioso ho adesso nella mia vita.

 

Perciò, mi sento di dirti una cosa. Non dare retta a quelle paure, non lasciarti influenzare da emozioni negative, quelle sono solo passeggere. Se ci credi, le cose possono davvero cambiare.

 

Non posso garantirti che sarà semplice, ma ti assicuro che ne varrà la pena. E nel frattempo, non dimenticarti di pregare.

 

Se vuoi conoscere altre storie simili a questa, segui la mia pagina Instagram @theinterculturalcouples

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